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L'arrivo degli emigranti italiani in USA, dopo viaggi lunghi e disagevoli, non era dei migliori. Contenti di avercela fatta, gli italiani venivano controllati, a bordo o sbarcati, registrati e accettati o meno. Le procedure a Ellis Island, l'isola dove venivano fatti sbarcare, erano complesse e divennero più stringenti con l'aumentare degli sbarchi. Dal 1 gennaio 1892, in seguito all’Immigration Act, cambiarono molte cose, per chi arrivava in America. Mentre prima, una volta arrivati a destinazione, si poteva scendere, ora i medici dell’Immigration Service dovevano fare una perlustrazione sulla nave, per scongiurare pericoli di malattie, e dopo un breve colloquio, facevano scendere i passeggeri di prima e seconda classe.

Quelli di terza classe, invece, dovevano salire, con i loro bagagli su di uno steamboat, un vaporetto, che li portava ad Ellis Island, qui i bagagli andavano lasciati nel Baggage Dormitory Center e per evitare che si perdessero, bisognava scrivere il proprio nome su di essi, o per gli analfabeti, fare un segno distintivo.
Giunti qui, il prossimo step era la “Line Inspection”; fino al 1905 ogni immigrato era visitato approfonditamente da un medico, ma da quella data, a causa dell’aumento vertiginoso degli arrivi, questo sistema iniziava a divenire troppo lento. Le persone che arrivavano venivano poste lungo dei binari, per consentire ai medici un’osservazione diretta, durante la visita potevano emergere difetti fisici, che venivano segnalati con alcuni segno di gesso sugli abiti; chi non aveva segni, era completamente sano.
Veniva svolta anche una visita oculistica, in tre fasi: con le dita, con uno strumento chiamato buttonhool e con delle pinze che sollevavano la palpebra, per il pericolo di Tracoma, questa visita veniva ricordata come la più spiacevole.

I bambini, più soggetti a malattie, venivano esaminati più attentamente. I minori di 16 anni, non accompagnati, non potevano stare in America e venivano rimandati nei paesi di origine, solo gli orfani, se dimostravano la disponibilità di vitto e alloggio, fornitagli da uno sponsor, avevano diritto di rimanere.

Per le donne le norme erano più severe, non potevano, infatti, viaggiare da sole o con bambini, se non accompagnate da un uomo di almeno 16 anni. Le donne sole potevano essere destinate alla prostituzione. Chi partiva da sola, doveva possedere delle garanzie, ovvero un marito o un parente prossimo, che si sarebbe occupato del suo mantenimento. Chi, invece, partiva per raggiungere il proprio fidanzato, si doveva presentare presso gli Uffici dell’Immigrazione, insieme al futuro marito, per ribadire l’intenzione di unirsi in matrimonio, passo che doveva essere fatto subito dopo, al comune di New York, davanti agli Ufficiali dell’Immigrazione.

A causa dell’aumento del numero di malati, venne istituito, nel 1901, il General Hospital Building, dove venivano curati i casi di codice rosso e quelli che potevano essere guariti. I pazienti affetti da casi cronici, come il tracoma avanzato, venivano rimandati nel paesi di origine. Successivamente venne aperto anche il Contagious Diseases Hospital, per curare le malattie contagiose ed una Nursery, per le donne gravide. Molti vennero ricoverati in questi centri, tra il 1901 e il 1954, 3500 persone persero la vita, ad Ellis Island e nacquero 350 neonati.

L’Ufficio Immigrazione tratteneva in stato di fermo numerose persone, oltre ai malati, ed erano coloro i quali non possedevano il denaro necessario per superare il primo mese, nel nuovo Paese e quindi rischiavano di diventare un onere a carico dello Stato. Ad essere trattenute erano anche le donne e i bambini che aspettavano mariti, fidanzati e padri e colori i quali venivano ritenuti sospetti. Si poteva rimanere in trattenimento fino a 10 giorni, successivamente si veniva rimandati nel proprio Paese. Vi erano alcune persone che venivano contrassegnate con una lettera X ed essi venivano sottoposti ad un test psico-attitudinale presso la Mental Room. Qui venivano formulate delle domande, su quale momento della giornata fosse, sulle zampe degli animali, su alcune forme, che venivano mostrate loro, successivamente, questi pazienti, dovevano disegnare ed inserire delle forme geometriche in una cornice. Coloro che non superavano questi esami, venivano direttamente espulsi verso la propria nazione.

La Registration Room, posta nel Main Building, edificio principale, era la stanza nella quale veniva decisa l’ammissione o l’espulsione dell’immigrato. Le persone venivano chiamate una ad una, per l’intervista svolta dagli ispettori, coadiuvati da un interprete. Qui venivano poste, sulla base della Passenger’s List, diverse domande su cosa intendessero fare, ora che erano giunti in America. Se si superava la prova, si poteva essere ammessi, in caso contrario di veniva espulsi, oppure, quando l’esito della prova era indeciso, si veniva trattenuti in attesa di un parente o dell’invio di denaro.

Una volta superato l’arrivo ad Ellis Island molti emigrati rimasero a New York, costruendo il quartiere che, ancora oggi, chiamiamo “Little Italy”, altri si trasferirono in California, al Sud ed in Florida. La maggior parte degli italiani emigrati trovò lavoro nelle fabbriche e dopo numerosi sacrifici, gli Italiani avviarono attività, costruirono case e soprattutto, fecero studiare i propri figli, per dar loro un avvenire migliore.
Nel 2000 i cittadini di origine italiana negli Stati Uniti erano più di 17 milioni, oltre il 5,6% della popolazione e rappresentavano il sesto gruppo etnico della nazione.

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