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Ellis Island nel golfo di New York, tra il 1892 e il 1924 ha visto l'arrivo di 22 milioni di immigrati, ed è diventata un'icona dell'immigrazione. L'arrivo degli emigrati italiani non era facile, dopo la dura prova del lungo viaggio ecco un'altra difficoltà, l'ammissione in un paese straniero. All'epoca i passeggeri di seconda classe erano esaminati dai funzionari direttamente sulle imbarcazioni; i viaggiatori di terza classe, gli emigrati, venivano invece condotti ad Ellis Island dove ricevevano la visita medica.

Coloro che superavano il controllo accedevano alla sala di registrazione. I malati venivano messi in quarantena nell'ospedale locale in attesa di ricevere il nulla osta per entrare negli Stati Uniti. Le persone soggette ad infermita' particolari quali difetti fisici o psichici venivano invece rimpatriate. L'accesso non era consentito alle donne e ai minorenni soli: le prime dovevano sposarsi a Ellis Island, mentre i secondi, per non essere respinti, dovevano trovare un garante o essere adottati se orfani.

Molti dei minorenni espulsi venivano affidati alla Società San Raffaele, fondata nel 1892 da Mons. Scalabrini, operante a New York e successivamente nel porto di Boston, che tentava di darli in affido o in adozione a famiglie italiane. Nel 1931 Edoardo Corsi, direttore di Ellis Island sulla quale a sua volta era sbarcato nel 1907, aveva descritto le leggi sul rimpatrio come inumane e inesorabili, poiché incriminavano immigrati onesti desiderosi di raggiungere la terra promessa per non essere conformi alle leggi locali. Corsi racconta di centinaia di persone rimpatriate senza soldi e spesso anche senza giacca, e di famiglie spezzate che nemmeno la parola del Presidente degli Stati Uniti in persona avrebbe potuto riunire.

Nel 1901 lo stesso Scalabrini fu testimone di un episodio di violenza nei confronti di immigrati Italiani. A pochi giorni dal suo arrivo a New York, dove era stato accolto calorosamente da italiani e americani, si era recato al porto di Ellis Island per assistere allo sbarco di 650 Italiani. In un'intervista rilasciata ad un giornale italiano, racconta di una guardia che aveva invitato un emigrante ad uscire in fretta dall'ospizio, luogo in cui Scalabrini stesso si era trattenuto per poterlo studiare. L'italiano impossibilitato a correre dalla folla presente e dalle due valigie che portava aveva ricevuto una tremenda bastonata nelle gambe, alla quale senza dir parola reagì dando due schiaffi al suo bastonatore e dichiarando che se avesse avuto fra le mani una pistola lo avrebbe ammazzato. Scalabrini non nega ne' giustifica i comportamenti negativi degli emigranti Italiani ma e' consapevole del fatto che molto spesso onesti operai solamente bisognosi di un po' di sostegno al loro arrivo nel paese straniero, venivano invece trattati peggio delle bestie.

La situazione era disastrosa in Brasile, dove gli ospedali di Santos e San Paolo che si occupavano degli immigrati, erano in pessime condizioni igieniche-sanitarie. Il primo trattamento più umano si ha solo verso la fine del 1800 a Buenos Aires, in Argentina, dove nell'Hotel de Inmigrantes si ospitano fino a 4000 migranti in sale ampie e cortili spaziosi.

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