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Tutti ricordiamo i nostri connazionali che, dal 1880 al 1915, lasciarono la loro amata terra natìa in cerca di fortuna al di là dell’Oceano. Allora non c’erano gli aerei e si partiva a bordo delle navi, con le poche cose che si possedevano rinchiuse in valigie, quasi sempre fatte di cartone. In quegli anni furono ben 4 milioni gli italiani che decisero di andare negli Stati Uniti per poter avere un futuro dignitoso. La maggior parte di loro (più di 500 mila) si stabilì a New York che, essendo una delle città più grandi, offriva maggiori opportunità di lavoro, gli altri si divisero tra Philadelphia (90 mila), Boston (25 mila), S. Francisco (20 mila), Baltimora (20.mila) e New Orleans (15 mila). Il quartiere di Little Italy a New York, adesso è uno dei quartieri più visitati e caratteristici, eppure nacque come un vero e proprio ghetto. Qui gli italiani vivevano in condizioni igieniche precarie, dove più persone si adattavano a vivere insieme per poter dividere le spese. Basti pensare che a Bayard Street, nel cuore di Little Italy, in un isolato che contava 132 stanze vivevano 1.324 italiani, quasi tutti uomini e operai, stretti come sardine in stanze che contenevano anche più di dieci persone per volta. Sono numerose le testimonianze dell’epoca che raccontano le reali condizioni nelle quali erano costretti a vivere gli italiani, alcuni giunti negli Stati Uniti da soli, senza la famiglia, in cerca di un guadagno che gli consentisse di mantenere i propri cari rimasti in Italia.

Gli emigranti italiani non dovevano fare i conti solo con le contingenti difficoltà di vita, legate alla quotidianità così precaria. A queste si aggiungeva la ferita, ancor più dolorosa, di venire sfruttati all’inverosimile ma, soprattutto, di essere considerati dalla gente del posto “indesiderabile people”, ovvero gente indesiderata. Agli italiani, più di altri emigranti proveniente da altre nazioni, veniva associata l’immagine di gente cafona, con un’arretratezza di costumi, dovuta alle origini contadine, che non gli avrebbe permesso di integrarsi in un contesto civilizzato e indirizzato al progresso. Si sviluppò quindi lo stereotipo degli italiani considerati delinquenti, sporchi, ignoranti, criminali e mafiosi. E, come spesso purtroppo accade, un pregiudizio è facile a nascere e difficile a morire. Ciò fece sì che alcuni nostri connazionali, che si erano visti rifiutati e disprezzati dal tessuto sociale nel quale si trovavano, intraprendessero davvero la strada della criminalità e della delinquenza.