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Eccovi la storia di Paola, una ventenne che ha deciso di andare a studiare all'Università in Belgio. Lei come tanti altri ragazzi che decidono di frequentare l’università all’estero ci parlano dell'emigrazione italiana per motivi di studio. Sono sempre di più i giovani che decidono di proseguire il loro percorso di studi universitario in una città europea o extraeuropea. Questi ragazzi sono accomunati da una grande voglia di conoscere il mondo, abituarsi a vivere in un paese straniero, e conoscere una nuova lingua. Vogliono sperimentare e mettersi alla prova. Per alcuni di questi ragazzi, però, la scelta di studiare fuori dall’Italia è una scelta obbligata, perché spesso non riescono a superare i test di ingresso per molti corsi di laurea a numero chiuso, e quindi decidono di frequentare lo stesso corso di laurea in un’università straniera, per poter realizzare le loro ambizioni.

Paola è una ragazza italiana, ha poco più di vent’anni e studia in Belgio, a Mons, una delle città più grandi della nazione, Mons è una città con molte università e si trova ad un’ora di distanza da Bruxelles, la capitale belga, e a mezz’ora dall’aeroporto di Charleroi, grande aeroporto internazionale. Paola ha un sogno, quello di diventare medico, e per inseguire questo sogno è venuta fino a qui perché in Italia questo sogno stava diventando per lei irrealizzabile ed è per questo che ha deciso di andare in Belgio, di studiare a 2000 chilometri da casa. Lei studia in una delle università più prestigiose del Paese, per quando riguarda il campo medico, e vive in una delle vie più note della città, in un Boulevard al centro della città. Abita in un appartamento con la camera e la cucina da sola e il bagno in comune con un’altra ragazza. Dalla finestra della sua nuova casa si può ammirare il centro storico di Mons; le sue cattedrali gotiche, tra cui quella di Saint-Waudru al centro della città, i suoi grandi palazzi, la Grand Place, la più grande piazza cittadina, il tutto ornato da bellissime decorazioni floreali, poste ad ogni angolo della città. I primi tempi per lei non sono stati facili, abituarsi a vivere in un altro Paese, in cui si parla un’altra lingua e dove c’è un’altra cultura, e anche un altro clima, non è stato semplice, ma lei ce l’ha fatta.

Quando Paola è arrivata in Belgio non conosceva quasi per niente il francese, e ora, a distanza di sette mesi, lo parla quasi perfettamente. "I primi giorni sono stati i peggiori, non ce la facevo ad abituarmi" ci dice Paola "qui è tutto diverso, all’inizio non capivo quasi nulla quando entravo in un negozio e quando frequentavo i corsi. Ora capisco perfettamente il francese e lo parlo pure. Ho seguito ogni sera un corso di francese. Il corso si svolgeva la sera tardi, per poter dare l’opportunità a noi studenti di finire le lezioni, e ritornare a casa con il freddo pungente che c’è qui, è stata davvero dura. In Italia il clima è completamente diverso, qui in inverno fa troppo freddo. Ma ho capito che se voglio riuscire devo perseverare. Non è stato facile e so già che non lo sarà, ma io ci devo riuscire, ho iniziato quest’avventura e la devo portare fino alla fine. Il fine di questa storia è il mio futuro, ed è per questo che mi devo impegnare ancora di più. Io sono una persona che quando vuole una cosa è capace di far tutto pur di ottenerla e, in questo momento, io voglio studiare medicina e lo farò in Belgio."

Tra una chiacchierata e un’altra con Paola abbiamo intervallato frasi italiane e francesi e ho notato, con molto piacere, che il suo francese è notevolmente migliorato, infatti, ora a distanza di soli sette mesi dal suo arrivo, non ha difficoltà ad esprimersi in un francese fluente, così come non ha difficoltà a seguire le lezioni, ad intervenire e a sostenere i suoi esami. Con Paola abbiamo parlato un po’ dell’università, delle differenze tra il sistema universitario belga e quello italiano, per lei l’università belga è organizzata meglio rispetto a quella italiana, con molte più ore di laboratorio, e corsi con meno studenti. Paola ci dice che a Mons ci sono molti servizi per gli studenti, tra i quali spicca ad esempio la possibilità di usare i mezzi pubblici all’interno della città gratis. Ogni studente può usufruire di questo servizio gratuito entro le mura della città di Mons, per l’intera giornata. E’ un servizio che ha molto successo tra i giovani studenti, che ne sono tutti entusiasti.

Facciamo a Paola la classica domanda: "Sei contenta di essere qui?". "Si sono proprio contenta di essere venuta qui, è un bell’ambiente, la città mi piace e ho già stretto amicizia con diverse persone. Mons è bellissima, è una città piena di giovani, di servizi e di divertimenti. La sera è bello vedere tutti gli studenti raccolti intorno alla Gran Place che parlano nei caffè o nei ristoranti all’aperto, visto che si sta avvicinando l’estate. Poi qui sono al centro dell’Europa, ci sono molti servizi di trasporti, ed è facile muoversi all’interno del Belgio o verso altre nazioni. La mia casa dista mezz’ora da un grande aeroporto, in due ore posso essere a Londra, Parigi o Amsterdam, una grande opportunità. Ci sono molte infrastrutture e molti servizi, non è difficile viaggiare e muoversi tranquillamente, io credo che per la mia età sia fondamentale poter fare simili esperienze. Questo è un mondo nuovo per me, che io voglio scoprire. A Paola chiediamo: "Ti manca l’Italia?". "Certo che mi manca, mi manca tutto dell’Italia. Mi manca il sole dell’Italia, mi manca l’aria, mi manca il cibo, gli amici, la mia famiglia, mi manca la cordialità dell’Italia, degli italiani e del mio paese.  Io sono contenta di poter studiare qui, ma il mio sogno  rimane sempre quello di tornare in Italia da medico". La storia di Paola è un bello stimolo per tutti coloro che volessero seguire il suo esempio, per tutti i ragazzi che hanno deciso o decideranno di intraprendere la carriera universitaria all’estero. Parlando con Paola ciò che è evidente, e ciò che colpisce di più, è la sua grande determinazione. E soprattutto la sua grande voglia di inseguire un sogno, il suo sogno, il sogno della sua vita, per il quale lei è stata disposta a cambiare quella stessa vita. Pur di diventare medico Paola è disposta a fare dei sacrifici già a vent’anni, e questa cosa è estremamente importante, è qualcosa che fa riflettere sulla determinazione e sulle convinzioni di questa ragazza, su quanto ognuno di noi può fare per sentirsi realizzato e sereno.