• image1.jpg
  • image2.jpg
  • image3.jpg
  • image4.jpg

Sei anni e mezzo. Ecco, nei primi tre decenni dell'Italia unità dopo il 1861, era l'età in cui in media si moriva. La divisione statistica degli interni compilava due tabelle: una con l'età media di morte, compresi i bambini, l'altra esclusi. Un dato che illustra più di mille parole le condizioni del paese.Nel 1880, alla pubblicazione del rapporto dell'inchiesta agraria di Stefano Jacini, il mondo è lanciatissimo.

L'Europa è passata in 40 anni da 1700 a 101700 miglia di binari ferroviari., la prima lampadina elettrica è stata già accesa e sono stati inventati da 20 anni il fax (dal 1865 a disposizione del pubblico negli sportelli di Parigi e Lione), da 24 il telefono, da 26 il motore a scoppio. Eppure, scrive il rapporto, in Sicilia “tra le tante cause della decadenza morale del contadino c'è la malsania e la ristrettezza delle abitazioni, ove in una medesima stanza o stamberga convivono persone di ambo i sessi e di diverse età, sdraiati talvolta per mancanza di letto, sulla paglia (padre, madre, figlie, e figli, cognati e fanciulli) in compagnia del maiale o altre bestie”. E dall'altra parte della penisola, ad esempio nella Liguria di Oneglia, le cose non sono poi così diverse: “

Escrementi ed immondizie sono gettati via ed accumulati nei viottoli a quella adiacenti. Le case senza intonaco, basse, umide, mai pulite, sono centri di infezione.” La gastroenterite, la malattia delle mani sporche, uccide otto volte di più che tutti i tumori messi insieme. La malaria, il tifo, la pellagra, falciano la popolazione.

emigranti italiani linciatiOgni tanto esplode il colera, che solo a Napoli nel 1884 uccide 8000 persone. I grandi feudatari meridionali conservano intatto il loro dominio. L'analfabetismo combattuto nei paesi scandinavi con l'istruzione obbligatoria dal 1814, riguarda ancora il 67% della popolazione. L'alcool, la dove c'è la vita, e un integratore alimentare che attenua certi problemi e ne fa nascere altri. Va da sé che la società è violentissima. Nel regno vengono registrati 17 omicidi ogni 100 mila abitanti (15 volte più di oggi) con punte di 47 nel distretto di Palermo, 32 in quello di Cagliari, 31 in quello di Catanzaro e larghe sacche di violenza nel centro-nord dalle Marche, alla Romagna, dalla Toscana alla Liguria. Partire sembrò dunque, a molti milioni di persone, l'unica alternativa. Iniziò allora, il Grande Esodo.

Che aveva visto da secoli gli italiani andare per il mondo ma che agli sgoccioli dell'800 si fece impetuoso per proseguire massiccio lungo gran parte del Novecento ed esaurirsi, dopo un'ultima fiammata negli anni Cinquanta e Sessanta, solo nel 1976. Quando il saldo tra chi arrivava e chi partiva diventò per la prima volta attivo. Se n'erano andati, fino a quel momento 26 milioni di persone. Esattamente quanti popolavano l'Italia al momento dell'Unità.

Gian Antonio Stella

Prefazione al libro "Sogni e Fagotti, immagini, parole e canti degli emigranti italiani " di Maria Rosaria Ostuni e Gian Antonio Stella