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L’emigrazione italiana in Australia ha coinvolto tutto il nostro Paese, ed ha fatto si che, oggi, in quella nazione risiedano tanti Italiani, ma soprattutto che i nostri connazionali, siano diventati uomini e donne di potere, che hanno saputo cambiare la propria vita e che stanno contribuendo a cambiare una nazione, così diversa dalla nostra.

Tanti sono i racconti su questa emigrazione, molti narrano che lì c’era il lavoro, tanto lavoro, che in quella nazione c’era la possibilità di svolgere due o tre lavori contemporaneamente. I datori di lavoro aspettavano che i migranti scendessero dalle navi sul molo per invitarli a lavorare con loro.

Così, col passare degli anni, da quelle navi continuavano a scendere sempre più ragazzi, destinati a diventare uomini. Tanti sono gli Italiani d'Australia, italiani che si sono affermati economicamente e socialmente in Australia, uno di loro è Peter Corso.

Peter Corso

Peter ha iniziato a lavorare nell’edilizia, con una ditta che costruiva ponti, col passare del tempo, ha perfezionato la sua tecnica ed ha deciso di mettersi in proprio. E’ riuscito ad ottenere un progetto, la costruzione di un canale, in un posto abbastanza pericoloso, dove c’era un lago che arrivava anche a 4 metri di fondo, Corso doveva consegnare il lavoro in quattro mesi, ce ne ha impiegati solo due ed ha guadagnato l’equivalente che avrebbe guadagnato, alle dipendenze di qualcun altro, in 10 anni. Peter Corso è stato anche il proprietario di Radio 3AK, una radio australiana, che trasmetteva dal 1990 sia in italiano che in inglese. Questa radio ha rappresentato, per numerosi italiani, un punto di riferimento, in particolare per chi, non conosceva l’inglese, e poteva ascoltare così sia canzoni che notizie nella sua lingua natale. Lui stesso ammette che prima della radio, aveva un po’ dimenticato l’italiano, parlava solo in inglese.

Pony Posetti

Anche la direttrice della radio Pony Posetti, narra la meraviglia di molti, in seguito alla licenza di trasmettere nelle due lingue, sia in italiano che in inglese, e di come all’inizio questa idea non fosse ben vista da chi non era italiano, ma poi le cose sono cambiate. Gli italiani, in qualsiasi nazione essi siano, sentono il bisogno di sentirsi uniti, di sentirsi insieme, e la radio è capace di creare questa unione, così come i numerosi club, che si trovano in tutta l’Australia, che rappresentano un punto di coesione per i tanti emigrati, per tanti nostri emigrati infatti, se succede qualcosa ad un nostro connazionale, è qualcosa che tocca tutto il gruppo italiano.

Nino Randazzo

Nino Randazzo AustraliaLo stesso intento, di coesione sociale, è quello perseguito da Nino Randazzo, il direttore del giornale italiano in Australia, “Il Globo”; Randazzo analizza come l’elemento italiano sia stato dinamico sia nel settore economico che in quello sociale, gli italiani, infatti, in Australia, sono più di un milione e spesso neanche loro si rendono conto del cambiamento che essi stessi stanno creando sulla società.

Enrico Pimpini

Enrico è un giornalista, spesso ha analizzato la situazione degli italiani emigrati, affermando che coloro i quali arrivarono in Australia, avevano bisogno di soldi, erano pronti a farsi in quattro, pur di ricevere una paga. Lo stesso ha definito gli italiani emigrati in Australia come “schiavi di due bandiere” quella italiana da una parte e quella australiana dall’altra.

James Gobbo

Anche sir James Gobbo, giudice della Corte Suprema del Victoria, esalta le qualità degli italiani, che hanno lavorato ed ottenuto un grande successo, non solo, tra i gruppi stranieri, gli italiani solo quelli con la maggior percentuale di possesso delle abitazioni. Per Gobbo, inoltre, gli italiani, sono il popolo più tradizionalista, nei loro usi e costumi, in particolare coloro i quali vivono in Australia, che non vogliono perdere la loro italianità. Spesso, gli immigrati in un altro paese, tendono a cambiare il proprio nome, ma mai nessuno italiano ha cambiato il proprio nome, in Australia.

Gli italiani in Australia non hanno importato solo i propri usi e costumi, ma spesso, anche i prodotti tipici del nostro territorio, divenendo, così dei veri e propri imprenditori del Made in Italy.

Carlo Valmorbida

Bandiera del made in Italy è Carlo Valmorbida, il presidente di “Valmorbida Group”. Carlo racconta di come abbia iniziato ad importare le cose necessarie come pasta, riso, conserva, per passare poi a tanti altri prodotti, che in breve tempo sono stati commercializzati in tutta l’Australia. Carlo, oggi, è un imprenditore, che non ha mai dimenticato le sue origini italiane, così come la sua storia, raccontando che all’inizio gli italiani non erano ben visti, ma col passare del tempo, le cose sono cambiate. Per Carlo, però, c’è una costante che caratterizza tutti gli italiani, ovvero la nostalgia, quella nostalgia che rattrista la vita a tutti, quella stessa nostalgia che lui ha per le sue campagne, per la sua terra e per la sua lingua. Per Carlo, l’Australia, però, quella vera, è fuori dalle grandi città, dove l’orizzonte ti avvolge completamente, e perdi il senso di dove sei e di dove vuoi andare, lui ora vive qui, in questa nazione che riesce ad offrire emozioni meravigliose. In questa nazione, lui ha costruito una famiglia e un impero. Suo figlio, manager del gruppo Valmorbida, però, non parla l’italiano, anche se è legato all’Italia e ai legami che ha con la nostra terra, così come Adrian, il nipote che parla la nostra lingua e riconosce le sue radici italiane, nonostante sia nato in Australia, ma che ha pochi amici italiani.

Italiani in politica e nel mondo dello spettacoloNatalie Imbruglia

Nomi italiani si leggono nelle liste dei sindaci e dei parlamentari: Frank Sartor è stato per lungo tempo Sindaco di Sydney, Giorgio Paciullo è stato Ministro della Polizia dello Stato Nuovo Galles del Sud ed è ora Sindaco della cittá di Liverpool, Franca Arena è stata Deputato al Parlamento Statale. Passando poi al mondo dello spettacolo troviamo Pieta Toppano, Melina Marchetti, Pia Miranda, Tina Arena, Natalie Imbruglia, e nel mondo della moda Carla Zampatti, per citare alcuni nomi. 

Italiani nell'industria 

Nell'industria e nel commercio molti sono i nomi italiani di successo: dagli apprezzati vini di De Bortoli, di D'Aquino e dei Fratelli Gavagna, ai salumi Presto Mezzapica e Sulfaro e ai biscotti dei Fratelli Spata. Numerosi i celebri ristoratori italiani, i cui ristoranti più tipici e famosi sono Grotta Capri, Canneto, Rossini, Papa, per citarne alcuni.  

Italiani di seconda generazione

Gli italiani di seconda generazione, infatti, così come analizza Pimpini, sono divisi, c’è molta disparità tra loro e i loro padri. Spesso essi rifiutano la loro italianità, perché cresciuti in un contesto in cui il capo-famiglia era un padre-padrone, molti dei giovani cresciuti in un contesto del genere, oggi, dichiarano di non essere orgogliosi di essere italiani, perché le proprie famiglie sono troppo tradizionaliste. Ma quei ragazzi, arrivati in Australia, tanti anni fa, hanno dimostrato di possedere delle capacità che nessuno gli concedeva, in Australia hanno fatto ciò che in Italia non avrebbero mai potuto realizzare, e la maggior parte di loro hanno figli laureati. Di questi ragazzi, molti sono orgogliosi di essere italiani, di sentire il nostro inno nazionale, di parlare la nostra lingua, di sentirsi in qualche modo speciali, solo per il fatto di essere italiani, di appartenere in qualsiasi modo all’Italia, per sempre.