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Qual è la vita che i nostri emigranti italiani facevano all’estero? Inizialmente è stata una vita di sacrifici, perché l’intenzione era quella di risparmiare più denaro possibile. Gli emigrati italiani portavano con sé la forza delle loro braccia, ricchezza che permetteva loro di svolgere i lavori più impegnativi rifiutati dagli altri, tra cui il piccolo commercio e opere stradali o ferroviarie, in grado di garantire guadagni immeiati da inviare alle proprie famiglie rimaste in Italia.

Gli italiani emigrati hanno fatto a meno di molte cose, pur di mettere da parte i soldi. Man mano che il tempo passava, però si sono resi conto che la vita non era solo lavoro, ed è così che sono nate le prime associazioni per emigrati, che si riunivano spesso, facendo feste, creando momenti di aggregazione sociale, molto importanti per chi viveva all’estero. La vita dei tanti emigrati italiani all’estero è stata più piacevole, anche grazie all’aggregazione con altri italiani o altri conterranei. I legami che hanno legato e legano i vari emigrati sono molto più solidi dei legami tra gli italiani in patria, perché sono legami costruiti sulla base di un bisogno comune. Il bisogno di avere qualcosa o qualcuno che li potesse legare alle loro origini. Quei ragazzi e quelle ragazze che una volta andavano a ballare alle feste organizzate dagli italiani, ora sono uomini e donne, padri e madri, nonni e nonne. Questi emigrati ora vivono lì, tornano in Italia per pochi mesi all’anno, hanno comprato casa nel paese che li ha ospitati e vivono accanto ai loro figli, la loro vita è questa, vita divisa e condivisa tra due mondi, tra due identità...