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L’emigrazione italiana in America è stata la prima emigrazione di massa degli italiani ed è stata anche una delle più imponenti. L’emigrazione in America si è svolta dalla fine dell’800 alla prima metà del ‘900, è un fenomeno migratorio che ha coinvolto interi nuclei familiari. Quando si partiva si aveva la consapevolezza che il luogo di destinazione era lontano, troppo lontano da casa, e che si aveva bisogno della propria famiglia, c’era bisogno di un supporto psicologico che solo la famiglia poteva offrire. Quando si affrontano grandi cambiamenti, quali vivere in un posto diverso, la vicinanza delle persone che ti vogliono bene è fondamentale. L’emigrazione italiana in America ha interessato soprattutto l’Argentina (ma c’è da segnalare che dopo la grave crisi economica che ha investito questo Paese molti italiani, o comunque residenti lì, ma di origine italiana, hanno deciso di ritornare nel nostro Paese, con i pochi risparmi che avevano). Visto che la maggior parte degli emigrati erano contadini, il governo argentino assegnò loro alcuni terreni gratuitamente, destinati alla coltivazione.

L’emigrazione italiana in Argentina fu la prima vera emigrazione della storia d’Italia. Il primo approccio verso quel fenomeno che, tristemente, caratterizzerà la storia del nostro Paese. Non si ha una data certa, dell’inizio di questo fenomeno, però si sa che dalla seconda metà dell’800, le navi, da Genova, iniziarono a partire per le Americhe. L’emigrazione in Argentina è stata una delle più massicce, concentrata, in particolare, verso la città di Buenos Aires. L’emigrazione verso questo Paese si è maggiormente sviluppata, grazie ad alcune leggi, che promuovevano l’arrivo di emigranti, con la concessione di alcuni lotti di terreno, in modalità gratuita o semi-gratuita. Sappiamo che già nel 1870, alcune particolari norme, favorivano la concessione di lotti a coppie di giovani, purché essi abitassero nel terreno, costruendovi una casa e lo coltivassero. Quale occasione migliore per tante giovani coppie, che potevano così costruire il loro futuro? L’Argentina, attraverso questo espediente, riusciva ad essere quasi autonoma, per quanto riguardava la coltivazione dei terreni, senza dover ricorrere ad importazioni di cereali o di altri prodotti. 

Questa emigrazione è stata diversa rispetto alle altre, perché in genere a partire erano solo uomini, in questo caso, però, a raggiungere la destinazione erano interi nuclei familiari, pronti a rimanere uniti, e ad affrontare tutte le difficoltà insieme. In Argentina le giovani coppie potevano costruire un’abitazione, i mariti potevano lavorare, spesso svolgendo l’unico lavoro che sapevano fare, ovvero i contadini. Inizialmente questa emigrazione, caratterizzò il Nord Italia, ma sempre di più si spostò verso il Sud, dove la povertà dilagava, dove i giovani, spesso di famiglie numerose, non riuscivano ad avere prospettive future. Tutti questi giovani non sapevano far altro che coltivare la terra, e in Argentina avevano la possibilità di farlo, di vivere con questo, di costruire la propria famiglia, avendo un lavoro, costruire il proprio futuro lontano da casa, lontano da quelle terre così diverse, che li avevano visti crescere. A Buenos Aires gli italiani, riuscivano comunque ad essere uniti, a mantenere i rapporti con i loro connazionali, organizzando feste ed eventi. Non dimentichiamoci che l’Argentina, inoltre, era ben organizzata per questo fenomeno di emigrazione, qui, infatti, si costituirono dei veri e propri centri di accoglienza, destinati, però, per la maggior parte agli uomini soli, che arrivavano in Argentina senza moglie. 

Il viaggio per raggiungere l’Argentina, era lungo, durava più di un mese, bisognava imbarcarsi e navigare l’intero Oceano Atlantico. All’interno delle navi si creava una piccola comunità di persone, accomunate dallo stesso destino. Le donne, spesso, si recavano nella chiesa della nave, per pregare, gli uomini passavano il loro tempo raccontando aneddoti o giocando a carte con quelli che si riveleranno dei veri e propri compagni di avventura. Avventura che li porterà ad arrivare in una terra lontana, diversa dalla loro, una terra che potrà dar loro qualche possibilità, con la speranza, un giorno, di tornare in Italia. Questa speranza non è andata tutta perduta, molti degli italiani emigrati in Argentina, dopo un periodo, sono tornati nel nostro Paese, i figli o i nipoti dei primi emigrati, invece, sono ritornati, con i loro risparmi in Italia, dopo la grave crisi economica che ha colpito l’Argentina, un viaggio di ritorno, rispetto a quello dei loro antenati, che simboleggia l’imprevedibilità e la mutevolezza del nostro destino. 

Gli emigrati italiani in Brasile, invece, si sono dati al commercio e hanno conservato un bellissimo rapporto con gli altri emigrati e con i paesi di origine. Negli Stati Uniti, invece, l’economia era diversa, più industrializzata, e offriva ai nostri connazionali un mestiere diverso. In questo Paese sono molto diffusi i ristoranti e le pizzerie di origine italiana, attività che si trasmettono da padre in figlio.